Biografia

Io sono Cinzia e la domanda che mi fanno più spesso è: “sei italiana?”

Ebbene sì! Sono nata alle 7 di mattina, lunedì 13 maggio nel non lontano 1974 a Milano, anche se i miei colori (non proprio ariani) rivelano origini mediterranee: papà del tacco, mamma della punta. Del sud, porto con me i colori e la temperatura, ma è l’hinterland milanese il luogo dove sono cresciuta con i miei genitori, mio fratello Davide e tutti i gatti che ho avuto prima di diventare allergica.

Versione Liza Minnelli

Cresco scorazzando nella padanissima pianura di Buccinasco, in una provincia ancora poco urbanizzata, un po’ in stile Via Gluck. I miei sono commercianti e lavorano un sacco così io mi godo la mia libertà fra Barbie, corse in bicicletta e salti all’elastico. Poi, la scuola. E, nonostante l’ultima fila coi teppisti sia il luogo dove riesco ad esprimere al meglio me stessa, sono una brava studentessa. Le elementari scorrono via come il burro, le medie anche meglio: la scuola infatti è a due minuti da casa così il mio tempo di permanenza in branda si allunga piacevolmente! All’esame di terza, decido di portare l’apparato digerente e l’Austria e francamente ancora oggi mi domando perché lo feci. Non era meglio la Spagna e l’apparato riproduttivo?! Vabbè!

Il mio primo palcoscenico è, negli anni 80, niente meno che il Teatro alla Scala dove

Sul set. Il Teatro a La Scala

faccio la comparsa in diverse opere e con registi del calibro di Franco Zeffirelli. Più grandicella invece, mi lancerò nella conduzione di manifestazioni di strada tipo Miss Baby, ed altre improbabili kermesse.

Anyway, per tornare agli studi… Esterofila nel DNA, “appassionata di comunicazione” (come odio questa espressione) scelgo la scuola con meno ore di matematica e più ore d’inglese, in città. M’iscrivo quindi all’Istituto Tecnico Sperimentale delle Comunicazioni Linguistiche, il famoso ITSOS di Via Pace, da dove escono fior di televisivi, fotografi, registi, copy, autori. Una sede fatiscente in centro, il giusto mix di maschi e femmine, un parterre di professori sessantottini punk’a’bestia, studenti graffittari, rockettari, sovversivi, in regime da orari flessibili e tanta sperimentazione: materie come l’antropologia culturale, vacanze studio all’estero, tirocinii nel mondo del lavoro e il corso di teatro con pièce finale al Teatro dal Verme.

Il Giorno – 26 gennaio 1993

A scuola mi diverto e, sempre dalla mia ultima fila dove continuo ad essere un caposaldo della caciara, porto a casa ottimi voti. Italiano, inglese, tedesco e spagnolo sono le mie certezze, su matematica e fisica potrei invece raccontarvi di tecniche di copiatura raffinatissime. Con il mio 60/60 chiudo in bellezza la high school, e me ne vado in Cattolica a studiare Lingue e Letterature Straniere con Specializzazione in Scienze dell’Informazione e delle Comunicazioni Sociali. Fieu! Numero chiuso. 650 iscritti, 648 femmine secchione fighe e snob, 2 maschi brutti e gay! Qui si studia. Mi arrendo così alla prima fila e alla frequenza obbligatoria e preparo i miei esami. Intanto, viaggio per il mondo ma le mance dei miei cominciano a non bastare, quindi me ne vado a lavorare part-time in un call center. “Sono Cinzia, in cosa posso esserle utile?”

Per cinque anni, porto avanti studio e lavoro facendo la mia modesta carriera nel marketing diretto. Da questa esperienza, imparo un sacco di cose che servono: empatia, sacrificio, costanza, public speaking e problem solving. Poi, un pomeriggio, vado a ricevimento da un certo Professor Simonelli per chiedere la tesi, e lì trovo un annuncio sulla porta:

Tv Talk

cercasi analisti per programma televisivo. Sento che devo andare! Infatti, vado al colloquio ed entro a “Il Grande talk” come analista. Nel frattempo mi laureo in teoria e tecnica dell’informazione (dopo essere sopravvissuta alle domande del Prof. Aldo Grasso) e, come da tradizione, corro a piedi scalzi sul prato del cortile della Cattolica, in talleur. Il voto per la cronaca è 104 su 110. Chiusa parentesi studi e addio marketing, nel 2001 inizio a lavorare a Tv Talk, prima su Sat2000 poi in Rai. Da allora, mi faccio le ossa tra redazione e sala di montaggio, e scrivo e conduco la mia rubrica-web, così come la vedete il sabato. Faccio anche qualche esperienza radiofonica, invento qualche format e mi accorgo che dopo anni ed anni di analisi televisiva, sono pronta per diffondere il mio know-how come media educator.

Convegni, corsi nelle scuole per i ragazzi, i genitori e gli insegnanti. Le parole d’ordine per spezzare l’incantesimo del tv-biz sono per me conoscenza, consapevolezza, e demitizzazione. Se parliamo di “demitizzare”, io provo a farlo, sull’impertinente blog davidemaggio.it, uno dei più importanti del settore, dove ho scritto come critico dissacratore.

A luglio 2010 poi, RomaFictionFest, un’esperienza entusiasmante! Testimonial e reporter ufficiale della quarta edizione  del Festival.

Eurovision Song Contest 2011

Eurovision Song Contest 2011

E, per la serie “chi ci pensava”, il 14 maggio 2011, Eurovision Song Contest 2011 con Raffaella Carrà in prime time su RaiDue, invitata con i protagonisti di Tv Talk a guardare e commentare il Festival della canzone più guardato del mondo. Che esperienza!

E, considerato che i sogni aiutano a vivere meglio, aggiungo la mia ospitata al Cinematografo, speciale fiction di domenica 24 luglio 2011 .

Oratrice Festival del Giornalismo di Perugia 2013.

Autrice conduttrice screenings  RaiFiction Venezia 2014.

Media Educator Convegno “La divulgazione scientifica in televisione” Università di Benevento.

Giurato MediaKey Awards per due edizioni.

Giuriato Teletopi per due edizioni.

Moderatrice panel Top Gear,  MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo 2015.

Oratrice Festival Letterario Lectorinfabula di Conversano per due edizioni.

Membro Comitato Scientifico Millecanali 2016.

E andiamo…

 

 

 








2011© cinziabancone.it