Scenari tra web e tv (Intervista di Ilaria Sulla)

mar 10, 2015 2 Commenti by

MICROFONIILARIA: Cinzia, ormai siamo pienamente immersi in una società in cui i mezzi di comunicazione dialogano tra loro. Si parla di integrazione, multimedialità e convergenza ma, al di là delle terminologie, ormai quasi tutte le generazioni sanno maneggiare uno smartphone o aprire un profilo Facebook. Secondo lei, cosa significa occuparsi di questo tipo di comunicazione in continuo mutamento? Qual è il punto di vista di un “addetto ai lavori”?

CINZIA: Non sono così convinta che tutte le generazioni sappiano maneggiare uno Smartphone in Italia! Il cambiamento è in atto ma ancora molto in divenire. Il nostro lavoro è cambiato tanto negli ultimi anni. Sostanzialmente, si sono moltiplicate le fonti: se prima ci basavamo sulla carta stampata e le agenzie, ora consultiamo Twitter, Facebook, le testate on line, la stampa estera, e il nostro ruolo è sempre più difficile ed importante proprio perché dobbiamo verificare ed incrociare più fonti, anche quelle nate “dal basso” e raccontare una realtà sempre più liquida e complessa dove non contano solo le notizie ma anche le opinioni. Le voci in campo non sono più solo quelle degli editori della comunicazione ma viviamo in un flusso di commenti e di post dove ogni singolo cittadino vuole poter dire la sua, spostando il peso dell’opinione pubblica.

ILARIA: Lei lavora per una trasmissione molto particolare, in cui è la televisione a parlare di se stessa, a sviscerarsi, non concentrandosi solo su un tema ma toccandoli tutti, dalla politica allo spettacolo puro, passando per tutte le sfumature di cronaca e attualità. Cos’è che smuove di più gli utenti sul Web? Di cosa parla più “attivamente” l’utente che pensa alla televisione e perché, secondo lei?

CINZIA: I programmi più commentati sono senz’altro gli “eventi”, dalle partite di calcio ai grandi varietà (Festival di Sanremo), i talent musicali e poi i talk politici. Sostanzialmente, questo dato rispecchia la realtà da bar dove lo sport e la politica sono motori per dialogare con gli altri, per poter esporre ed imporre il proprio punto di vista. L’esperienza di second screen è in fondo quella di un enorme gruppo d’ascolto dove possiamo permetterci di dire la nostra opinione, illudendoci che conti! Per la serie, siamo tutti allenatori!

ILARIA: Ormai quasi ogni trasmissione televisiva lancia un hashtag per innescare un dibattito che dalla Rete rimbalza in televisione e così via. Gli utenti decidono di partecipare al meccanismo generando i commenti più disparati, spaziando dalla cronaca alla politica, dal gossip all’attualità. Quali sono i temi più “caldi” di un programma televisivo? Per cosa l’utente si attiva di più e come lo fa (es. commenti ironici, rabbiosi, delusi, costruttivi)?

CINZIA: Beh, un po’ come per le notizie in generale, ha un peso maggiore un commento negativo che uno positivo. Solitamente, i rulli di Twitter sono invasi maggiormente da critiche o commenti ironici. I 140 caratteri sono una lunghezza che si presta perfettamente ad una frase ad effetto, ad una battuta di spirito. Poi ci sono i temi civili, sociali, politici e per quelli funziona l’indignazione. A farla da padrona è però sempre l’ironia, spesso anche per contesti molto seri. Direi che per la costruttività c’è poco spazio, quella la si trova su YouTube nei tutorial.

ILARIA: Si dice che non esistano mezzi di comunicazione “buoni” o “cattivi”, ma tutto dipende dall’uso che se ne fa. Nel caso di convergenza tra TV e Web la questione diventa ancora più complessa. Cosa ne pensa lei? 

CINZIA: Stiamo parlando di mezzi, di strumenti, quindi tutto dipende da chi li utilizza e da come sceglie di utilizzarli. Io credo che in questi nuovi ambiti sia importante essere “responsabili” delle proprie fruizioni. Si può consultare una guidaTV e scegliere il programma televisivo più adatto a noi, in base alla vasta offerta oggi disponibile. Si può scegliere di utilizzare o non utilizzare i social network in base alle proprie inclinazioni, gusti ed esigenze personali. Tutto dipende da noi. Sempre di più. Abbiamo un panorama sempre più ampio di scelta e siamo sollecitati a fare selezione in ogni momento, andiamo sempre più verso un modello di tv, on demand. Insomma, tutto dipende da noi. E’ bene che le nuove generazioni vengano aiutate a decifrare tutti questi stimoli in modo da formare una coscienza critica che li aiuti a fare “buon” uso dei mezzi di comunicazione. La scuola e le famiglie dovrebbero essere i posti decretati a questo insegnamento.

ILARIA: I “commenti” (o più in generale le scelte tramite Web) nascono come frase scritta. Ma possono diventare qualcosa di concreto? Secondo il suo parere, si tratta di una vera espressione democratica – e democraticamente costruttiva –  oppure stiamo prendendo un abbaglio?

CINZIA: Rispondo alla prima domanda e dico sì. Potenzialmente. L’esempio più lampante di questa possibilità sono le primavere arabe, dove Twitter è servito come volano per la mobilitazione e per raccontare al mondo ciò che stava accadendo. L’unico problema è che sui social network le notizie, i movimenti hanno vita breve. Ci si esalta, si lotta per un paio di giorni per una causa, poi arriva quella dopo e ci si dimentica. In alcuni casi però, quando succede una calamità, un terremoto, o per esempio in occasione delle stragi terroristiche di Boston, mi sono resa conto di quanto sia stato utile uno strumento come Twitter, per individuare problemi ed emergenze sul territorio e come motore di solidarietà e allora mi dico che sì, ha a che fare con la democrazia, e in molti paesi, infatti, è ancora proibito accedervi!

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2 Commenti a “Scenari tra web e tv (Intervista di Ilaria Sulla)”

  1. Andrea says:

    I commenti, come detto, possono essere utili in particolari occasioni, ma nella normalità sono la dimostrazione dell’ignoranza imperante fra la gente, visto che in nove casi su dieci tutto si riduce a uno sfanculamento reciproco senza rispetto per le idee e opinioni altrui, oppure in un dare addosso al capro espiatorio di turno scaricando sulla tastiera tutte le proprie frustrazioni.

  2. ziul says:

    A quanto ho capito, si può vedere la F1 in chiaro su SES Astra… Interessante: https://www.facebook.com/SESAstraItalia/posts/1448002122171239

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