Come siamo messi?

dic 04, 2013 2 Commenti by

 Ma come siamo messi? Cuperlo? Civati? Renzi? Sarà il risultato del ventennio berlusconiano il fatto che si scelga un candidato solo in base alla sua capacità di comunicare? E la sostanza? Chi può misurarla?

Forse i fiorentini possono misurare quanto ha fatto il sindaco Renzi sul territorio mentre tutti gli altri giudicano in base a ciò che vedono in tv o sul web.

Ecco. Il Terzo Segreto di Satira ci regala un grande ritratto della sensazione che nasce da questa frustrazione che sto cercando di descrivere: Come siamo messi? Cuperlo, Civati o Renzi?

 

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2 Commenti a “Come siamo messi?”

  1. Compare Giacomino says:

    “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” Gattopardo docet…
    Dopo l’ennesimo, tradizionale, ventennio italico berlusconiano, ci stiamo accingendo a riconsegnare il Paese in mano alla vecchia DC con i volti “ripuli” di Renzi e co.
    Tempo qualche anno e l’ennesima scissione ricreerà la nuova Balena Bianca per la gioia dell’italico popolino di pecore anarchice…
    Che tristezza..!! :-(

  2. Michelangelo Torres says:

    Questo video mi ha fatto tornare in mente una discussione avuta qualche giorno fa con una mia amica, una persona in gamba, che si informa e che é sinceramente di sinistra tanto da ricordare E. Berlinguer e Pertini.
    Ebbene ad un certo punto mi fa “Voterò Renzi perché é giovane come me ed al nostro futuro ci tiene” e poi aggiunge “Perché hai gli occhi sgranati e la bocca semi aperta?”.

    Ognuno vota come meglio crede, ma rimango sorpreso quando una persona così preparata percepisce Renzi come un’assicurazione per il proprio futuro; significa che davvero la forma trionfa sulla sostanza e che la strategia di comunicazione é decisiva nella valutazione di un candidato, altrimenti non spunterebbero come funghi ‘esperti di comunicazione politica': evidentemente é lì che si gioca la partita, ognuno col proprio ruolo, da Cuperlo che ‘tranquillizza’ l’apparato e l’elettorato cattolico a Civati che fa finta di ‘smuovere le acque’ occhieggiando a SEL e alla cosiddetta ‘società civile’ (a proposito, che fine ha fatto il ‘popolo viola’?).

    Del resto la costruzione del personaggio è sempre stata una costante nella politica, non solo italiana (Reagan, Obama, Lula…) e il ventennio berlusconiano non ha fatto altro che accentuare questo aspetto, per non parlare del web che lo ha addirittura amplificato.
    Tuttavia c’é anche il rovescio della medaglia, del resto tu ami ripetere “La rete non perdona” e con un po’ di impegno non é difficilissimo smascherare e annotare incongruenze o dichiarazioni infelici, se non contraddittorie, ma in quanti lo fanno? Pochi. E tra quelli che lo fanno quanti sono quelli che escono dalla logica dell’ ultrà della politica ammettendo i passi falsi (sia pur ideologici) del loro beniamino? Pochissimi. Alla fine nel marasma comunicativo e multipiattaforma a cui siamo tutti esposti ciò che rimane impresso è il messaggio più ‘commestibile': ‘Renzi=Gggiovane=Yeah!’ ‘Cuperlo=Affidabile=Gradisco’ e ‘Civati=Barba=Uno di noi’.

    Le idee, la sostanza, l’impegno nell’interesse della comunità sono state via via relegate in un angolo dove nessuno andrà mai a ficcare il naso, in favore del ‘marketing politico’, in una sorta di Gran Premio dove il fine unico é arrivare primi, incuranti di cosa dovrebbe esserci davvero in ballo, premiando la strategia comunicativa più efficace.

    Noi tutti ci siamo assuefatti a questo ‘gioco’ che, se da un lato c’é sempre stato, dall’altro è diventato così invasivo da distorcere il fine ultimo della competizione politica.

    Quindi per rispondere alla domando del titolo, non siamo messi benissimo e non da adesso.

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