Candidate olimpioniche twittano

feb 02, 2013 Nessun commento by

Sono tre, tre donne, tre campionesse dello sport nazionale e si sono candidate. Valentina Vezzali, schermitrice, Josefa Idem, canoista, e Manuela Di Centa, sciatrice di fondo. In un paese come il nostro dove il mestiere di politico non è più considerato una professione specifica, ci provano un po’ tutti: imprenditori, giornalisti, magistrati e ora anche gli sportivi.

Puntando sul loro senso del sacrificio, della competizione, della costanza, offrono i valori del campione agonistico come modello di politico vincente. E, a volte, sembrano incarnare modelli comportamentali e aspirazionali anche migliori rispetto a quelli di chi ci ha amministrati senza saperlo fare.

Veniamo al web. A Twitter, che per la prima volta nella politica italiana diventa strumento di propaganda elettorale. Ci si sono buttati tutti e anche le tre campionesse ci provano. Vediamo come…

Valentina Vezzali (candidata in lista Monti) ha un suo profilo verificato e raccoglie circa 8.800 follower. Il suo primo tweet risale al 18 agosto 2012. Ultimamente twitta con costanza, anche più volte al giorno ma di lei ciò che è più interessante è descrivere la trasformazione da sportiva a donna della politica.

Intanto, dimentica o trascura di segnalare il suo impegno politico nella bio e si vende ancora come campionessa olimpionica, nonché portabandiera. Usa Twitter sostanzialmente come un’agenda. Già agli inizi, quando era solo una sportiva, twittava tutti i suoi impegni e le sue iniziative. Poi, di recente, dopo l’annuncio della candidatura, si trova costretta a difendere la sua scelta, forse non a tutti gradita. E’ il momento di linkare su Twitter i post del suo blog dove, in tempi meno stringati, si sforza di dare le ragioni della sua scelta. E’ il momento dell’interazione. Dei ringraziamenti a chi la sostiene.

Poi, il suo profilo si trasforma in quello del tipico politico italiano. La Vezzali ritrova il metodo agenda, twittando tutti i suoi impegni istituzionali e soprattutto mediatici. Ricorre ad uno staff che riprende i virgolettati delle sue dichiarazioni da ospite tv. Fino all’apoteosi del retweet. Complimenti, ringraziamenti, citazioni dal padre politico Monti. La Vezzali impara ad usare il mezzo, più o meno.

Josefa Idem (candidata nel PD) vanta oltre 5.400 follower con soli 57 tweet dal suo ingresso nell’aprile 2010. Non dimentica di segnalare la sua candidatura nella bio, restando ovviamente campionessa olimpionica di canoa. Twitta più o meno un giorno sì e un giorno no.

Anche lei ne fa un uso stile agenda o post-it. Appuntamenti, spostamenti, interviste rilasciate sono il suo pane. Ed intanto, lascia indietro la chance dell’interazione, del ritweet. Anche da sportiva, si limitava a questo utilizzo ma le interazioni erano maggiori; allora, si trattava di rispondere a complimenti.

Manuela Di Centa (PDL) ha solo 602 follower. E’ su Twitter da agosto 2010. Nella bio dimentica di indicare la sua carica politica. Twitta in modo discontinuo. O molte volte al giorno o silente per giorni interi. Ed eccoci ancora all’uso agenda. Come se Twitter non fosse un luogo dove ci si può “incontrare” ed interagire, Manuela (o chi per lei) twitta in terza persona autocitandosi (sistema noto al PDL!) per far conoscere i suoi appuntamenti. Ritwitta Alfano e il PDL ma non interagisce. Si potrebbe forse dire che non usa Twitter per la propaganda o forse ancora non ha ben capito cos’è, visto che twitta lo stesso tweet più volte.

Mi pare che siamo lontani dal modello Obama che molti politici big in prima linea hanno scientemente imparato. E non so se sia un male. Donne multitasking, madri, sportive, con carica politica che non trovano il tempo per dedicarsi bene ai social network. Tutto sommato, credo ancora che i politici vadano scelti per come amministrano e non come per comunicano. I nodi poi verranno al pettine!

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