Un anno di Tv Talk. Un anno di web

giu 20, 2012 5 Commenti by

 Un’altra stagione Tv Talk è finita. Una stagione che ha visto cambiare lo scenario italiano della comunicazione  in modo netto: la massificazione del popolo di Twitter, per colpa o merito di “vip” come Fiorello che ci si sono buttati, il fenomeno crescente del Citizen Reporting, diventato centrale nel racconto mediatico delle emergenze, le nuove frontiere partecipative della fruizione televisiva “social” hanno fatto sì che non sia più possibile occuparsi di tv senza passare dal web. A seguire, ho preparato un Annuario (stagione tv da settembre 2011 a maggio 2012) in cui riporto i principali eventi, accadimenti, successi ed episodi della rete, esemplificativi di questi cambiamenti:

L’intervista a Terry De Nicolò (16 settembre 2011). La escort Terry De Nicolò, coinvolta nel giro dei festini a Palazzo Grazioli, intervistata da Vittorio Romano de L’Ultima Parola, racconta la sua filosofia di vita: “Se tu sei racchia e fai schifo, te ne devi stare a casa. Se vuoi 20mila euro al mese ti devi vendere anche tua madre”. Il video (trasmesso prima in tv) realizza centinaia di migliaia di views su You Tube con il passaparola sui social network. La tv si frammenta e diventa viral. Il filone dichiarazioni e intercettazioni “olgettine” è un genere che funziona, anche in rete!

Giuliano Ferrara sbrocca a Tv Talk (24 settembre 2011). Così finiamo coinvolti in uno dei video più cliccati di inizio stagione. Mostriamo a Ferrara, nostro ospite, un video sull’ex direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, indagato in Francia per sfruttamento della prostituzione, ma Ferrara ci accusa di aver voluto accostare questo caso allo scandalo escort Berlusconi, e sbrocca. I toni forti funzionano, anche in rete!

Steve Jobs muore (5 ottobre 2011).  Il world wide web è invaso da foto, citazioni e video. E’ il momento del RIP, della foto profilo personale con Steve Jobs, delle contrapposizioni tra fazioni di Apple-addicted e fedeli del pc. La tv si appoggia alla rete per raccontare il magico mondo Apple.  Il video simbolo diventa il suo discorso alla Stanford University che consacra il motto generazionale: stay hungry, stay foolish!

La Manifestazione di Roma (15 ottobre 2012). Gli Indignati, tutti coloro che vogliono ribellarsi alla situazione di crisi mondiale, scendono in Piazza a Roma ma la manifestazione pacifica si trasforma in guerriglia. Twitter è fondamentale per capire cosa succede. Le tv si cibano dei video caricati in rete che vedono e raccontano la realtà da ogni angolo di Roma, con telefoni cellulari che si muovono più agilmente delle telecamere dei cronisti.

Il video shock della cattura di Gheddafi (21 ottobre 2011). Un video girato a Sirte mostra le fasi immediatamente successive alla cattura di Muammar Gaddafi che, tramortito, insanguinato ma ancora vivo, viene portato via da un gruppo di ribelli. Il video fa il giro del mondo e si discute su dovere  e diritto di cronaca, sull’impossibilità di censurare la rete, e sull’etica editoriale dei nuovi mezzi di comunicazione. 

Il Big Bang di Matteo Renzi a La Leopolda (28 ottobre 2011). E’ la prima convention politica veramente social. Un tripudio di partecipazione: 500mila contatti streaming su tutti i siti collegati, tra cui corriere.it e repubblica.tv. Un’importante seguito su twitter: 15 mila tweet registrati in due giorni, in cui il dibattito coinvolge firme del web. Le agenzie stampa rilanciano i tweet di Renzi come fonti di notizie. Il web è ufficialmente una piattaforma alternativa alla tv per cercare consensi e lanciare un evento.

Enzo Iacchetti “sfancula” i politici su Facebook (31 ottobre 2011). Il conduttore di Striscia la notizia posta su Facebook due video in cui si scaglia contro gli ex ministri Brunetta e La Russa. I video superano il milione di click e i social network diventano un mezzo di comunicazione diretta, senza filtri, per i personaggi pubblici che vogliono fare opinione. Un uso di cui abusa un altro personaggio nuovo ai social, Vasco Rossi.

L’alluvione di Genova (4 novembre 2011). E’ l’apoteosi del citizen reporting. YouReporter.it e You Tube sono invasi da video amatoriali. Intanto le tv generaliste non arrivano sul luogo del disastro. Arriva prima il video del cellulare di due ragazze che assistono alla sciagura e la cronaca di una tv locale. I broadcaster sono in ritardo e si riforniscono su youreporter.it

http://www.youtube.com/watch?v=BhPgSvNGFok

L’Italiano medio di Maccio Capatonda (4 dicembre 2011). E’ il titolo del nuovo trailer della banda di Maccio Capatonda, ingaggiata nel nuovo programma domenicale di Antonello Piroso su la 7 “Ma anche no”. Il programma tv floppa e chiude ma il trailer diventa un virale di successo in rete. I pubblici sono diversi. In un flop della tv, un grande successo della rete.

http://www.youtube.com/watch?v=hEoq0xb6l6Q

Vada a bordo cazzo (17 gennaio 2012). Il cazziatone telefonico tra il comandante della capitaneria di Livorno De Falco e il comandante della nave da crociera “Concordia” Schettino, che ha abbandonato la nave incagliata, trova in rete  l’humus ideale di un tormentone in cui ci sono ingredienti tragi-comici perfetti. Il video purtroppo fa il giro del mondo e viene tradotto e trasmesso in molti paesi. La rete non ha confini, ahìnoi!

Maurizio Crozza copia da Twitter (8 febbraio 2012). In Twitter monta la polemica. Il cliccatissimo comico Maurizio Crozza copia le battute da Twitter. Ci s’interroga sulla questione diritto d’autore. Il comico risponde difendendosi su Corriere.it. Gli internauti oggi si fanno rispettare, non sono succubi dei propri beniamini e quando si fanno sentire, ottengono risposte!

IL CASO RACCONTATO SU CORRIERE.IT

Grecia in fiamme (12 febbraio 2012). Atene scende in piazza contro la manovra di austerity economica. Scontri, tafferugli, immagini di guerriglia arrivano dalla rete, così possiamo assistere alla disperazione dei greci. Anche la tv si affida al web per video-raccontare l’accaduto. Ma manda gli inviati per capire e spiegare.

Fiorello: “liberate Rossella Urru” (27 febbraio 2012). Twitter ha ormai il potere di scombinare l’agenda delle notizie mainstream. L’appello di Fiorello a favore della liberazione della cooperante italiana Rossella Urru, rapita in Saharawi riporta alla luce un caso dimenticato dai media tradizionali. Tutte le tv ora se ne occupano. Che sia contro-producente alla causa o no, non conta. Dopo poco, il caso ri-scompare dai media, Twitter incluso. (E’ importante ricordare che L’Edicola di Fiorello è il primo format web italiano lanciato da un personaggio tv).

http://www.youtube.com/watch?v=J15rlYsTPHY


Kony 2012 (5 marzo 2012). E’ il video più visto di quest’anno. Il doc virale di Save The Children che vuole cambiare il mondo: è possibile, insieme, come una grande community universale, liberare i bambini-soldato in Uganda dal tiranno Joseph Kony. Lo si può fare acquistando dei gadget. In You Tube arrivano le voci dall’Africa di chi boccia l’operazione. E’ l’evento più significativo dell’anno che ci dice come il web stia davvero cambiando il mondo.

La caduta della Lega (9 aprile 2012). Il caso Lega spopola. Umberto e Renzo Bossi si dimettono. La rete non parla d’altro per una settimana. E’ gogna ma si stempera nel tormentone del Renzo-Trota che tanto si presta alla battuta da 140 caratteri. Il consenso della Lega subisce colpi durissimi.

http://www.youtube.com/watch?v=4tX_kSBPGzg

Berlusca Burlesque. A volte ritornano (24 aprile 2012). Ancora una volta, sono le dichiarazioni dell’ex premier Silvio Berlusconi a scatenare l’ironia in rete. I festini erano solo spettacoli di burlesque. L’indignazione lascia il posto alla goliardia. La rete stempera! E’ il caso #Burlesquoni.

L’attentato di Brindisi (19 maggio 2012). La rete si mobilita e arriva prima della tv come catalizzatore catartico del Paese. La rete s’indigna e ha bisogno di un nemico. L’incubo mafia ritorna. Nel giro di poche ore in Twitter si riesce ad organizzare una rete di manifestazioni contro la mafia in tutte le città italiane. Per qualche ora ci si sente uniti e solidali. Intanto la pagina FB della vittima viene saccheggiata e le sue foto circolano ovunque.

Il terremoto in Emilia (7 giugno 2012). E’ l’emblema della supremazia di Twitter nell’ambito del giornalismo e del servizio pubblico. Twitter certifica, informa, diffonde, aiuta, e sostiene nei momenti di emergenza più di ogni altro strumento di comunicazione. La tv è troppo lenta. Che sia un mezzo ormai anacronistico?

http://www.youtube.com/watch?v=scTMmM08iGs

 

 

 

 

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5 Commenti a “Un anno di Tv Talk. Un anno di web”

  1. ROBERTA SCANO says:

    bravi vi seguo sempre .i video del web ti fanno vedere la realtà come è .In TV si tende (con poche eccezioni) a far vedere la realtà filtrata come fosse una soap opera.Complimenti A TUTTI VOI DI TV TALK. Vi vedrò la prossima stagione

  2. Domenico says:

    I fatti salienti raccolti senza filtri per tutti coloro che sanno che la TV non ci dice tutta la verità, mentre il WEB si, perché è fatto da persone comuni senza censure….. Brava e grazie di tutto… A presto

  3. Diego says:

    bravissima! continua e continuate così!!

  4. Cinzia Bancone says:

    Grazie, davvero
    ;-)

  5. Luca Lovisolo says:

    Ciao Cinzia, bella questa idea della sintesi di “fine anno”. E’ interessante che grazie ai social network si siano organizzate manifestazioni contro la mafia dopo l’attentato di Brindisi… che non è stata opera della mafia. La facilità con la quale si possono far circolare notizie spesso non solidamente fondate può causare clamorosi deviazioni dalla realtà. Una manifestazione contro la mafia in sé va sempre bene… ma i fatti a Brindisi erano diversi. Si può dire qualcosa di analogo sulla situazione in Ucraina, portata all’attenzione nel contesto degli Europei di calcio. Sui social network si parla quasi esclusivamente dell’uccisione dei cani randagi, ma in quel Paese è messo in questione il rispetto di alcuni diritti fondamentali dell’Uomo, non del cane. Non credo che i social network contribuiscano per sé alla verità perché tutti possono usarli.. Possono nasconderla efficacemente, crearne una parallela, una falsa coscienza collettiva dove i fatti determinanti vengono oscurati da quelli di maggior impatto emotivo o più facili da spiegare.

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