Beppe Grillo in rete

apr 22, 2012 4 Commenti by

Ci sono quattro snodi fondamentali nella carriera di Beppe Grillo come attivista web:

Il 1994 è l’anno in cui il comico Grillo (lanciato con enorme successo su RaiUno da Pippo Baudo nel 1977. Info su dati d’ascolto tv fino al 1994) comincia ad appassionarsi a temi sociali quali l’ambiente e l’economia. I suoi spettacoli teatrali diventano megafono delle sue denunce. La Rai non  ha interesse per il nuovo Grillo e, nel 1996 non trasmette lo spettacolo “Energia e informazione” nonostante fosse programmato a palinsesto. Da qui la svolta: Beppe Grillo si dedica esclusivamente al teatro e le uniche emittenti ad interessarsi al suo nuovo percorso sono la svizzera TSI, la tedesca WDR e la tv satellitare Telepiù, che trasmettono i suoi show.

Per un decennio, resta fuori dal circuito televisivo generalista ma i suoi tour teatrali ottengono un consenso di pubblico straordinario.

Il 26 Gennaio 2005,  apre il suo blog www.beppegrillo.it  e lo fa in modo intelligente con due mosse strategiche efficaci: sceglie di aprirsi ad una platea internazionale con una versione del sito in italiano, in inglese e in giapponese ma soprattutto ha la furbizia di intitolare il suo nuovo Tour, di oltre 60 date, proprio con il nome del sito BeppeGrillo.it La piattaforma raggiunge i 160.000 visitatori al giorno (fonte) e arriva così il primo riconoscimento: il “Time” in quell’anno lo annovera tra gli “European Heros del 2005”.

Nel 2007, forte di questa accoglienza e ormai attivista a tempo pieno, organizza la prima manifestazione politica italiana nata dalla rete, il V-Day, che raccoglie in piazza 2 milioni di persone. Il passo immediatamente successivo convoglia il suo pubblico al web: è la campagna “Democrazia Diretta”.

Nel 2008, è tempo per il secondo V-Day dove, sotto attacco, non sono più solo i politici corrotti italiani ma anche il mondo dell’informazione e la libertà dell’informazione. La stampa internazionale inizia ad interessarsi al clamoroso caso e testate del calibro di New York Times gli dedicano spazio. Nel 2008, The Guardian lo ritiene uno dei più potenti siti al mondo, e nel 2009 il suo blog è al settimo posto della classifica mondiale di Forbes. Per Technorati  è uno dei 10 blog più visitati al mondo. Per tre anni vince il Macchianera Blog Awards italiano ed è comunque sempre in classifica nelle prime posizioni.

Il blog produce giornalmente tanti contenuti: articoli, interviste, editoriali, proposte di aggregazione e chiede di essere sostenuto e anche le versioni internazionali vengono commentate (con la possibilità per tutti di leggere i commenti tradotti in italiano).

Nel 2010, apre il sito del Movimento 5 Stelle e fonda il Movimento. L’accesso libero al web è uno dei punti centrali del suo “Manifesto”.

I numeri (aggiornati a sabato 21 aprile 2012)

Il suo Canale You Tube conta 92.031.327 views (per comprendere il fenomeno si pensi che Ligabue ne ha 48.471.828 !!!).

Su Twitter, è al quarto posto dopo Jovanotti, Radio Deejay, LauraPausiniOfficial, e prima di Ligabue, ACMilan e Radio105 con 514.731 followers. Fonte: Starcount.com

Su Facebook, ha 783.000 fans.

Alexa.com , The web Information Company, ci dice che il suo target sono prevalentemente uomini dai 35 ai 44 anni con titolo di studio diploma.

Questi sono dati che ho reperito in rete, verificando le fonti. Non sono entrata nel merito dei contenuti e mi sono astenuta da giudizi. Gad Lerner mi ha dato della propagandista quando a Tv Talk ho raccontato parte di questa ricerca (puntata del 21 aprile 2012). E’ innegabile che Beppe Grillo sia un unicum nel panorama del web italiano, in termini di numeri e uso del mezzo.

 

 

 

 

 

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4 Commenti a “Beppe Grillo in rete”

  1. Luca Lovisolo says:

    Non ho capito l’uscita di Lerner. Era evidente che stavi facendo un’analisi tecnica e non di merito. Se conosci il funzionamento di certi Stati totalitari e lo paragoni con i postulati di Grillo ti vengono i brividi, ma… perché in Italia nessuno riesce a usare Internet con la sua stessa efficacia ma per dei messaggi virtuosi? Questo è il punto, credo.

  2. Cinzia Bancone says:

    Ciao Luca, secondo me, senza scendere nel merito, il problema è che non si riesce ad affrontare dei dati di realtà senza strumentalizzarli politicamente, in questo paese!!!

  3. Luca Lovisolo says:

    Totalmente d’accordo. Quando osservi il dibattito italiano dall’estero ti sembra che in Italia di oggettivo non sia rimasto neanche un sampietrino. E ci inciampa persino un Lerner… ;-)

  4. Dario says:

    Oggi, 7 giugno, circa un mese e mezzo dopo l’aggiornamento dei dati, su facebook è passato da 783.000 fans a circa 885.000.

    Sarebbe interessante capire fra 4 mesi e mezzo, cioè 6 mesi dopo l’articolo, quanto sarà ancora cresciuto l’audience di Grillo. Sarà arrivato al milione su face? Avrà scavalcato qualcuno su twitter? E il target rimarrà lo stesso?

    Comunque complimenti per l’articolo, molto imparziale.

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