Ted Williams. I grandi romanzi del web

gen 11, 2011 8 Commenti by

Il sogno americano in tempi di web è veloce, selvaggio e travolgente. Come fu per la “sfigata” Susan Boyle, così è stato per un barbone americano. In Usa, in questi giorni non si parla d’altro. YouTube è invaso da video che riguardano in un modo o nell’altro Ted Williams, l’homeless che come Susan, ha avuto da Dio un solo grande dono: un’ugola d’oro. Ma questa volta, il talento non è il canto, è l’annuncio! 53enne, originario di Brooklyn, Ted Williams è un ex annunciatore radiofonico che, ad un certo punto della sua vita, inizia a bere e a drogarsi fino a ritrovarsi senza più famiglia e lavoro, senzatetto e senza cibo ad elemosinare per le strade di Columbus (Ohio).

Ed è proprio il web a salvarlo. Una settimana fa circa, dopo dieci anni di stenti, la sua condizione cambia improvvisamente. Un cronista del Columbus Dispatch, (quotidiano principale in Ohio) passa in automobile all’incrocio dove Ted chiede gli spicci e lo filma mentre con la sua suadente voce da baritono si cimenta nella recitazione di un jingle. Il video viene pubblicato sul sito del giornale e in You Tube, in poche ore, le views raggiungono i 3 milioni.

Da quel momento, niente è più come prima. Tutte le emittenti fanno a gara per averlo ospite. Moltissime radio se lo contendono, CBS se lo accaparra per il suo “Early show” (programma mattutino popolarissimo), la BBC lo vorrebbe come speaker, la squadra di basket dei Cleveland Cavaliers lo vuole come speaker ufficiale, ma anche la National Football League, Jack Nicholson gli offre una parte nel suo prossimo film. E’ Ted-Mania. Tutti lo vogliono e anche in rete molti taggano e titolano a suo nome per accrescere le views. Anche NBC’s Today Show lo ospita, salvo garantirsi l’esclusiva dell’incontro con la madre, dopo ventanni di lontananza e di silenzio. Povero Ted, tanto grato per questa reunion!

http://www.youtube.com/watch?v=J-iMReUSfkg

Anche in Europa, sta dilagando questa “storia” e come dice il cronista di NBC, leccandosi le dita, lui incarna l’idea che tutto può cambiare da un giorno all’altro (aggiunge: in questo paese!)

Non sappiamo che fine farà Ted, se come Susan finirà divorato dall’ingranaggio mediatico che lo ha salvato da una vita mediocre, ma da un punto di vista cinicamente mediatico, trovo confortante e divertente che tutto possa iniziare da un semplice upload. Il web abbatte le barriere, crea e diffonde storie, racconta e drammatizza universi rendendoci spettatori di un unico grande palco mondiale, anni-luce avanti rispetto alla tv, non limitato all’Italietta-Tube, dove sceneggiature e personaggi non emergono anche a causa della lingua. Il romanzo di Ted lo trovi qui (link) e te lo puoi ricostruire tu attraverso gli upload di tutti quelli che, come me, lo hanno notato.

You Tube

8 Commenti a “Ted Williams. I grandi romanzi del web”

  1. advide says:

    fosse vissuto in Italia sarebbe rimasto dov’era…questo è un paese per culi in bella mostra, sguaiati, rissosi, gieffini e quant’altro…il talento non funziona da noi…God bless America :-)

  2. Cinzia Bancone says:

    Se fosse stato italiano non sarebbe neanche arrivato a fare lo speaker in una radio, tanto il talento non serve!!!!! ;-)

  3. Luca Lovisolo says:

    Di fronte a questo racconto mi chiedo: tutti coloro che ora cercano questo sfortunato (o fortunatissimo) speaker per offrirgli un lavoro (che aveva già) o altre opportunità, dov’erano, quando lui ha cominciato a bere e a drogarsi? E’ possibile che quando ha cominciato a trovarsi in difficoltà sia stato allontanato da tutti, forse dagli stessi che oggi lo rincorrono perché è diventato una calamita di «audience». E’ bello che grazie al tam-tam mediatico una persona trovi riscatto: chi salva una vita salva il mondo intero. Sarebbe ancor meglio però, credo, che di fronte a chi comincia a dare segni di disagio qualcuno cercasse di capire in tempo il perché, prima che deragli del tutto. Williams farebbe bene a sfruttare rapidamente le opportunità che gli si offrono, fino a quando il suo apparire alza gli ascolti. Vi è da credere che, scesa l’onda, l’interesse intorno a lui non continuerà a lungo per «soli» motivi di condivisione.

  4. Cinzia Bancone says:

    Ciao Luca,
    il problema di queste “carriere” fulminee è proprio quello di esaurirsi in breve tempo. Secondo me, il buon Ted dovrebbe invece mettersi nelle mani di un buon agente che sappia dosare le sue attività nel tempo in modo da non diventare presto una meteora….
    E, alla luce di tutto ciò, forse è proprio questo il momento in cui avrebbe più bisogno di aiuto… Nella droga, ci si è buttato mani e piedi da sè ignorando la sua famiglia e l’amore per se stesso, ma ora la posta in gioco è più alta, lui indifeso e ammaccato e il rischio di deragliare altissimo…
    No?
    Ciaoooo ;-)

  5. Luca Lovisolo says:

    Vero. Si sono viste persone molto più strutturate andare in crisi profonda, quando intorno a loro l’interesse mediatico si è spento. Sarebbe bello se passata questa sovraesposizione potesse semplicemente tornare a fare il suo lavoro trovando nuove motivazioni, non credi? Ciao! L

  6. Cinzia Bancone says:

    Absolutely! Evviva un po’ di sana “normalità”… ;-)

  7. Enoc says:

    Ehm, io intervengo qui per chiedere come mai non vedo più lo spazio per i commenti nella pagina-articolo su “Twilight”, film che finalmente ho visto… D’accordo che l’articolo risale all’estate scorsa, ma perché non è più possibile aggiungervi commenti?

  8. Cinzia Bancone says:

    Ciao Enoc, hai ragione… Li avevo disabilitati perchè ero invasa da spam ma ora ho risolto. Aspetto il tuo commento di là! Ciao

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