L’arte è morta?

nov 10, 2010 Nessun commento by

Questa volta do la parola a Giulia Tulino, una mia cara amica, storica dell’arte. Giulia è preparata e appassionata e le nostre chiacchierate  sul senso contemporaneo dell’arte mi hanno fatto venire voglia di chiederle di scrivere per il mio blog. Ed Eccola! Buona lettura…

Giotto Cappella Bardi

Quando ci chiediamo oggi che cos’è l’arte, cosa ci viene in mente? L’arte pittorica in particolare, che cos’è e cos’è stata? Innanzi tutto l’arte è ed è stata un’idea. Un pensiero, che attraverso un linguaggio, attraverso dei segni significanti, si fa “visibile” ai nostri occhi sotto forma di linee e  colori assemblati dal pittore. La figuratività ha segnato indelebilmente la storia dell’arte occidentale almeno fino alla nascita delle Avanguardie artistiche del Novecento. L’obiettivo era quello di rendere la rappresentazione “più vera del vero”, ma se guardiamo più attentamente, ci renderemo conto che le meravigliose immagini create da Giotto in poi, in modo sempre più plastico e realistico, non sono altro che l’idealizzazione della realtà e non la realtà.

Posta questa premessa, ci chiediamo cosa sia cambiato a partire dalla nascita della fotografia e delle già citate avanguardie artistiche. Cambia innanzi tutto l’intento: finisce l’epoca dei committenti e delle grandi opere fatte per il potere, l’artista è solo e crea alleanze, pensanti e critiche, verso la società. Queste alleanze prendono il nome di avanguardie, riferimento esplicito a chi combatte la guerra in prima linea,  coloro che faticosamente aprono la strada per facilitare chi arriverà dopo.

E’ la nascita dell’astrattismo, del cubismo, dell’espressionismo e del ready made duchampiano, che azzera lo statuto tradizionale dell’arte ed espone oggetti d’uso comune (orinatoio, scolabottiglie, ruota di bicicletta) all’interno dei musei con la m maiuscola. Da qui come sappiamo nasceranno il Dreapping, l’Happening, la Body Art, l’Arte Concettuale, e potrei continuare a lungo…E allora? L’arte intesa in senso tradizionale è morta? E’ stata sostituita? Cosa è successo? Credo che dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’Olocausto, dopo le grandi dittature, e con l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, abbia preso piede il più completo relativismo. Relativismo che non fa altro che dirci che “tutto è possibile”, e niente è più dentro canoni rigidi e prestabiliti. Relativismo tanto odiato dal cattolicesimo, perchè senza Dio, senza valori, senza certezze.

E’ solo in chiave relativistica che possiamo accettare i bambini impiccati di Cattelan, o gli “attentati” disegnati da Gil Vicente, sempre che vogliamo accettarli….perchè il nostro è ormai un mondo dove tutto è possibile…o impossibile, accettabile o inacettabile, e ne cogliamo continuamente gli aspetti positivi e negativi sulla nostra stessa pelle.

Di Giulia Tulino

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