Intervista ad Antonio Ornano, l’etologo di Zelig

mag 10, 2010 Nessun commento by

E continuiamo con la rassegna “Ma come ti vengono”. Questa volta tocca ad Antonio Ornano. Lo avevamo visto imitator-caricatura di Alessio Vinci a Scorie di Raidue ma da quest’anno è sbarcato a Zelig. E’ la volta di una comicità teatrale che si presta al grande pubblico della tv generalista per arrivare poi, come cult, in rete. Ecco l’intervista:

CB: Quest’anno sei approdato a Zelig con il biologo naturalista anti-animalista. Era il tuo sogno?

A: Zelig era talmente oltre che manco lo sognavo. Ero già al settimo cielo due anni fa quando per la prima volta ho fatto un pezzo in  Viale Monza.

CB: Come sempre, dietro ogni comico della tv, c’è una storia che nasce da lontano. La tua da dove è iniziata?

A: A 14 anni mio padre mi portò a teatro a vedere il Malato Immaginario. Da lì è nata la curiosità e in concomitanza con l’Università la passione per recitare.

CB: Quanta gavetta prima della tv?

A: Ho iniziato che avevo vent’anni, oggi ne ho 37. Ma non parlerei di gavetta, non ho vissuto gli stenti e le frustrazioni di chi fa questo mestiere per vivere, anche se ci ho sempre buttato tutto me stesso, anche negli spettacoli per pochi intimi.

CB: Quando hai capito che facevi ridere la gente?

A: Forse intorno ai quattordici anni, avevo amici più grandi e dovevo far colpo, potevo solo buttarla sul ridere. Stessa cosa dicasi per le fanciulle.

CB: Sei autore di te stesso?

A: Si, ma ho la fortuna di avere autori comici e amici (Carlo Turati, Giancarlo Bozzo, Matteo Monforte, Daniele Raco, Francesco Tomasinelli) che mi hanno dato una mano fondamentale.

CB: I tuoi personaggi più celebri per la tv sono Alessio Vinci (per Scorie) e il Professor Tommaselli per Zelig? Com’è nata l’idea di questi personaggi?

A: Per Tommaselli mi sono ispirato a Francesco Tomasinelli, che è un vero e stimatissimo biologo naturalista (vedi intervista doppia su You Tube). I pezzi li abbiamo pensati e scritti insieme. Mi faceva molto ridere l’idea di un biologo politicamente scorretto che non sopportasse gli animali domestici, fondamentalmente perché molto pallosi sotto il profilo scientifico. Per Alessio Vinci è stata invece una trovata geniale di Skizzo, Andrea Boin e Fabio di Iorio, gli autori di Scorie.

http://www.youtube.com/watch?v=AhlPtrnOUG4

CB: Cosa cambieresti in Zelig?

A: Più che cambiare sarebbe bello aggiungere momenti più corali con  i comici che interagiscono fra loro. E poi vorrei rivedere Bisio nelle vesti di stand up comedian.

CB: Non ti sembra di essere sempre di corsa coi tempi televisivi veloci della maratona di Bisio?

A: E’ così, questo in generale è il linguaggio televisivo, devi concentrare tutto,  è tosta ma è comunque una bella palestra.  E’ un po’ come fare un corso intensivo.

CB: Tu che hai lunga esperienza di teatrante, che succede dopo l’approdo a Zelig? Le quotazioni salgono quando metti sul manifesto quel logo?

A: Chiaramente il logo Zelig aiuta molto, per me non c’è paragone, prima mi conoscevano gli amici, qualche collega in ufficio e uno sparuto gruppo di fans della nostra compagnia teatrale MAODIT.

CB: Dal Riccardo III a Zelig. Ma un attore si da alla comicità quando non c’è futuro nel dramma?

A: Dico sempre che ho iniziato con il teatro di ricerca, poi non ho trovato niente e allora mi sono messo a far il cialtrone. In generale la comicità ha più sbocchi di massa e offre più opportunità lavorative. A prescindere dalla televisione è certamente più facile piazzare un monologo comico piuttosto che uno spettacolo teatrale. Non è bello ma è la realtà.

CB: Ce l’hai ancora il complesso del paffutello con le tette? (cito tue parole da tua biografia ufficiale)

A: Assolutamente si, convivo coi miei seni da quando ho 5 anni. Ho consapevolizzato che ben che mi vada sarò sempre un ex grasso, nel mondo dello showbiz siamo io e Tiziano ferro a condividere questo fardello. Mi sto allargando…

CB: Sempre in una tua biografia on line, ho letto che tu hai anche un lavoro vero. E’ vero? Se sì, te lo tieni in caso il sogno finisca?  (considerato che in Italia è dura campar di teatro)

A: Certo, e prima di Zelig avevo pure una certa credibilità.  Sono una persona profondamente normale, ho un lavoro, un mutuo da pagare, una moglie, un gatto e un cucciolo d’uomo di 15 mesi. Questo è il mio equilibrio, senza il quale non riuscirei a far ridere.

CB: E le visualizzazioni sul web? Ora tutto rimane in You Tube e lo si può rivedere sempre. La senti questa responsabilità prima delle tue performance?

A: In generale ogni volta che sto per salire su un palco per me è uno psicodramma.  Più che responsabilità è un ansia da prestazione,  un senso di inadeguatezza da sconfiggere, certo, se poi pensi che sei in TV e che ti postano su You Tube l’agitazione si amplifica.

CB: Come molti comici, sei affiliato ad un’agenzia di management artistico. Il talento comico è diventato una performance che si compra a catalogo o le agenzie hanno agevolato i comici e reso più accessibile a tutti questo lavoro?

A: Che si sia dei “prodotti” mi sembra palese, ma fra questi ci sono anche quelli di qualità e a lunga conservazione. Non penso che le Agenzie abbiano reso più accessibile il lavoro del comico, ma quelle serie ti possono aiutare a lavorare meglio e a non fare la fine dello yogurt andato a male.

CB: Cosa guardi in tv, se la guardi? (Non dirmi solo Tv Talk, Alessio Vinci e Zelig!!!)

A: Impazzisco per LOST, mi piace Boris, Friends e  Modern Family. In generale telefilm americani, anche se tra famiglia, lavoro e comicità il tempo è quello che è.

CB: Chi è per te il più grande comico italiano?

A: Uno non riesco, ti sparo Verdone, Grillo, Guzzanti, Crozza, Albanese, Federico Basso e Claudio Bisio. E giuro che gli ultimi due non perché mi hanno fatto da chioccia a Zelig. Dimenticavo, per le donne trovo straordinarie la Cortellesi e Debora Villa.

CB: Ti fa ridere Digei Angelo? (con cui hai anche lavorato a Scorie). Sarà il prossimo intervistato. E Maccio Capatonda?

A: Sono due meravigliosi pazzi che hanno una cifra di comicità tutta loro. Quando penso a Digei Angelo che fa lo show dei record col tipo che si tuffa in una vasca di cappuccino o al sesto scemo di Maccio Capatonda piango dal ridere.

CB: Si dice che i comici nella vita siano tutti un po’ depressi e noiosi. E’ una palla?

A: Tutti no, ma per alcuni è così ed è normale. Ma ben venga, mica si può essere sempre brillanti.

CB: Ora, un po’ di sana retorica. Ogni artista ha un sogno. Il tuo?

A: Vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista in un film con Al Pacino e Robin Williams. Stando coi piedi per terra anche andare in tour coi Van Halen non mi dispiacerebbe.

CB: Ma come ti vengono? (se vuoi, fai rispondere il Prof. Tommaselli che è lì con te!)

A: A passeggio per l’Idroscalo in compagnia dei miei meravigliosi scoiattoli.

Interviste, Umorismo
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